BRIEF – creare un albo illustrato non-fiction per la collana Clorofilla di Aboca Kids.
CHALLENGE – Superare il concetto di singola illustrazione e progettare un linguaggio visivo capace di trasferire contenuti complessi attraverso un sistema coerente.
OUTCOME – Il sistema sviluppato è stato successivamente esteso a una proposta installativa per Bolzano Art Week.

VISUAL SYSTEM FOR EDITORIAL
Ricerca visiva
studio del sistema grammaticale e narrativo
Cambio di prospettiva ed elementi visivi narrativi sviluppati nella proposta di albo illustrato


Tavola editoriale



SPATIAL EXPERIENCE
Quando ho pensato all'azione di mappare le superfici, ho intravisto un paesaggio asettico, totalmente bianco gesso, sul quale tracciare percorsi, labirinti e strade che un insetto, una resina o il dito di un bambino possono percorrere ed esplorare.
La sensazione di focus e la spinta alla scoperta della superficie mi hanno guidata nell'adoperare una metodologia di calco delle varie cortecce. Ogni albero è sorprendentemente diverso dall'altro: l'obiettivo di questa installazione è proprio quello di portare una maggiore consapevolezza sulle meccaniche e i microcosmi che regolano la loro vita e, indirettamente, anche quella dell'essere umano.
Il progetto si traduce in una serie di monoliti bianchi realizzati con calchi in gesso dei diversi alberi, mappati attraverso coordinate geometriche che indicano la presenza di elementi peculiari e propri di quella specifica specie. Una sorta di gioco interattivo e analogico, dove il fruitore può perdersi nei percorsi della materia e ritrovare un piccolo archivio degli elementi botanici e animali in corrispondenza delle coordinate.
Da qui nasce la proposta installativa di SKIN OF TREES - La Pelle degli Alberi
Installation development 
When I thought about the process of mapping surfaces, I envisioned a sterile landscape—entirely chalk-white—on which to trace paths, labyrinths, and roads that an insect, a drop of resin, or a child’s finger could travel along and explore.
The sense of focus and the urge to discover the surface guided me in using a method of casting the various tree barks. Every tree is surprisingly different from the next: the goal of this installation is precisely to raise awareness of the mechanisms and microcosms that govern their lives and, indirectly, those of human beings as well.
The project takes the form of a series of white monoliths made from plaster casts of different trees, mapped using geometric coordinates that indicate the presence of distinctive features unique to that specific species. It is a sort of interactive, analog game, where the viewer can lose themselves in the paths of the material and discover a small archive of botanical and animal elements at the corresponding coordinates.
This is the origin of the “Skin of Trees” installation
render proposal

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